28.2 C
Gerusalemme
10 October 2026

[Palestina] Ulm 5, cinque nomi contro una fabbrica di sterminio

E’ a notte dell’8 settembre 2025. Cinque persone entrano nello stabilimento tedesco della Elbit Systems dopo aver forzato una vetrata....

[Global Sumud Flotilla] “Mi hanno messo due dita nei genitali”, la denuncia di stupro contro i soldati israeliani

Una denuncia per violenza sessuale scuote ancora una volta il caso della Global Sumud Flotilla. Anna Liedtke, giornalista e attivista...

[Italia] Macerie davanti al rettorato: la Federico II tra accordi NATO e complicità nel genocidio

Venerdì 15 maggio, in occasione del 78° anniversario della Nakba, studenti del collettivo Ecologia Politica Napoli hanno depositato delle macerie...

[Israele] La vendetta dei coloni: fuoco e terrore a Marah Rabah mentre Netanyahu ordina sgomberi

Nella notte tra l’8 e il 9 dicembre, estremisti coloni israeliani hanno appiccato il fuoco a diversi veicoli nel villaggio palestinese di Marah Rabah, a sud di Betlemme, rivendicando l’attacco con scritte in ebraico che invocano “vendetta” contro il governo israeliano. L’episodio rappresenta un classico atto “price tag” – violenza ritorsiva perpetrata da ultranazionalisti ebrei contro decisioni governative ritenute ostili al movimento coloniale.​

La motivazione dell’attacco è diretta: due giorni prima, il 6 dicembre, le autorità israeliane avevano proceduto allo sgombero di almeno quattro insediamenti illegali in zone militari chiuse della Cisgiordania. Secondo fonti israeliane, Netanyahu aveva ordinato l’evacuazione di 14 colonie abusive proprio per contrastare l’aumento della violenza coloniale. Un paradosso inquietante: il governo tenta di contenere gli estremisti, ma questi rispondono con ancora più violenza contro i palestinesi.​

Marah Rabah non è un caso isolato. Nel novembre-dicembre 2025, gli attacchi dei coloni hanno raggiunto livelli di “numero e virulenza mai registrati dal 2006”. A Taybeh, l’ultimo villaggio cristiano palestinese, due auto sono state bruciate proprio mentre la comunità celebrava il Natale, con scritte minacciose lasciate dai coloni. Nel 2024 si sono verificati 1.420 attacchi coloniali; nei soli primi sei mesi del 2025 erano già 740.​

Dietro questa violenza sistematica esiste una strategia politica più ampia. Documenti governativi recentemente rivelati mostrano che Netanyahu sostiene la legalizzazione degli avamposti agricoli illegali, definendoli una “risposta positiva” alle attività palestinesi. Nel contempo, le autorità rilasciano permessi edilizi quasi esclusivamente ai coloni, mentre i palestinesi affrontano demolizioni su terra privata. In parallelo, l’Ufficio delle Nazioni Unite ha documentato che nei primi sei mesi del 2025 ben 840 strutture palestinesi sono state demolite, con 1.114 persone sfollate.​

La risposta delle forze di sicurezza israeliane a Marah Rabah – limitata alla raccolta di prove – evidenzia l’impunità strutturale di cui godono i coloni. Eppure, il governo sostiene di voler “togliere giovani ebrei dal ciclo della violenza” attraverso strumenti educativi, mentre nel contempo tolera e, indirettamente, incoraggia gli attacchi territoriali.​

[Gaza] La giudice che non si ferma. Il Nobel per la pace a Navi Pillay

Quando a Oslo hanno pronunciato il suo nome, Navanethem «Navi» Pillay non lo sapeva ancora. Il Comitato norvegese non era…

[Palestina]Gaza, tre anni di genocidio e la minaccia di ricominciare

Sono passati tre anni da quando, nell’ottobre del 2023, ha avuto inizio uno dei genocidi più documentati dell’età contemporanea. Un…

[Israele] 7 ottobre fregandosene delle vittime

Il terzo anniversario del 7 ottobre si è consumato, a Gerusalemme, in una cerimonia di Stato che ha detto più…