28.2 C
Gerusalemme
14 March 2026

[Gran Bretagna] Churchill, dal sionismo britannico all’Intifada su Parliament Square

La statua di Winston Churchill a Londra, in Parliament Square, è stata imbrattata con vernice rossa e graffiti pro‑Palestina, riaprendo...

[Palestina] Feriti due attivisti internazionali a Qusra, violenza dei coloni e ennesimo episodio senza conseguenze

Qusra è diventata il simbolo ricorrente della violenza dei coloni contro chi tenta di proteggere i palestinesi. Ieri,n gruppo di...

[Palestina] Mariam Barghouti: Come Israele annette la Cisgiordania con la burocrazia

In un editoriale pubblicato su Al Jazeera Mariam Barghouti smonta la narrazione ufficiale israeliana e mette in luce come l’annessione della...

[Israele – Usa] Dalla guerra preventiva all’annientamento. La non strategia di chi sopravive solo con la morte degli altri

In Medio Oriente la logica della “guerra preventiva” è diventata una spirale che si autoalimenta.
Israele dopo aver spinto gli Stati Uniti a un attacco contro l’Iran con la promessa di un conflitto rapido sembra ripetere la stessa sceneggiatura già vista a Gaza o in Libano: un’operazione mirata che degenera in distruzione totale. L’attentato contro Khamenei, come quello contro i leader di Hamas,  viene presentato come l’inizio di un’era di sicurezza, ma si traduce in una guerra senza fine.

Ogni volta la narrativa è la stessa: eliminare un’organizzazione nemica, colpire le “forze del male”, ristabilire la deterrenza. In realtà, il risultato è l’opposto: più morti civili, più odio, più vulnerabilità. Israele afferma di difendersi da chi minaccia di annientarla, ma è lei stessa a produrre annientamento, a costruire la propria sicurezza sul genocidio ricorrente dell’altro. Un modello politico e militare che confonde la fine della minaccia con la cancellazione di interi popoli.

La strategia israeliana non conosce alternative perché non immagina un futuro oltre la forza. Ogni volta che fallisce la “decapitazione”, l’eliminazione di un leader o di un apparato, si passa alla distruzione totale. Così l’azione di difesa diventa rituale di morte, un copione ripetuto da decenni, privo di visione politica o diplomatica. Israele combatte non per vincere, ma per durare nella guerra stessa, come se l’esistenza del nemico fosse necessaria a giustificare la propria.

Chi osserva da fuori riconosce un pattern tragico: la guerra infinita come stato permanente, la pace come minaccia all’identità nazionale. E mentre Gaza, Beirut o Teheran diventano bersagli intercambiabili, resta una sola certezza: Israele non sa più immaginare la vita, solo la sua negazione.

[Iran] Israele bombarda un corteo di solidarietà con i palestinesi a Teheran

Una forte esplosione ha colpito piazza Ferdowsi a Teheran nel mezzo della marcia per il Giorno di al-Quds, la manifestazione…

[Israele] Coloni in uniforme militare aggrediscono i civili palestinesi, li arrestano e li maltrattano

Dal 7 ottobre, da quando l’occupazione ha dichiarato lo stato di emergenza, molti coloni si sono arruolati volontari nell’esercito dell’occupazione,…

[Israele] Addio ambasciatrice, la Spagna chiude i ponti con lo Stato genocida

Tra Madrid a Tel Aviv una crisi costruita nel tempo Le relazioni diplomatiche tra Spagna e Israele si sono deteriorate…