La stampa israeliana si continua a stupire che a Napoli, città nota per la sua ospitalità, non si accoglie favorevolmente chi è coinvolto in azioni di genocidio. Ancora una volta, testate come N12 riportano con rilievo casi in cui cittadini israeliani manifestano sorpresa per il fatto che la loro presenza, associata a politiche e azioni militari in Gaza, susciti reazioni negative nella città partenopea.
“Come molti israeliani, anche Shir ha iniziato a pianificare una vacanza in famiglia durante le festività e ha cercato un hotel a Napoli, nel sud Italia – una delle città più richieste dai turisti sia per il suo fascino sia per la vicinanza alla costiera amalfitana, che rappresenta una meta turistica molto popolare. Quando Shir ha provato a prenotare una stanza presso l’hotel Don Pedro Rooms Vicerè di Toledo, ha ricevuto un messaggio insolito: l’hotel sarebbe lieto di ospitarla, ma solo se dichiarasse di non aver partecipato ad operazioni militari a Gaza e di non sostenere la politica del governo Netanyahu. Se non avesse fornito questa dichiarazione, le è stato detto che non sarebbe stata accettata e che il denaro le sarebbe stato restituito” recita l’articolo.
“Gentile signora, sono disposto ad accoglierla a braccia aperte, ma devo sapere se le persone da ospitare hanno partecipato ad operazioni militari a Gaza o sostengono la politica criminale del governo Netanyahu“, richiesta più che leggitima per chi non voglia ospitare e frequentare persone anche solo moralmente leggitimino uno sterminio e una pulizia etnica tra le più atrci del secolo corrente. “In tal caso, non sarò disposto ad ospitarvi, perché vi considererò persone indesiderate. Tuttavia, siccome amo Israele, non avrei nessuna esitazione. Nel primo caso, vi sarà restituita la somma della camera. Per favore, rispondetemi, grazie” – si legge nel messaggio ricevuto da un rappresentante dell’hotel.
“In una conversazione con N12, Shir ha dichiarato di sentirsi vittima di una “grave discriminazione contro gli israeliani, che crea un senso di insicurezza e di mancata accettazione sulla base di nazionalità e politica”, e ci mancherebbe che non venisse discriminta .
Pensiamo che questa volta anche l’assessore al turismo, al caffé e alle sfogliatelle del Comune di Napoli, Teresa Armato, non se la senta di offrire alcunché ai turisti supporter del genocidio, e riteniamo che si sia consumato anche il tempo affinché un giornalista filosionista come Giuseppe Crimaldi monti ad arte un caso sul locale quotidiano cittadino.

