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10 October 2026

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[Global Sumud Flotilla] “Mi hanno messo due dita nei genitali”, la denuncia di stupro contro i soldati israeliani

Una denuncia per violenza sessuale scuote ancora una volta il caso della Global Sumud Flotilla. Anna Liedtke, giornalista e attivista...

[Italia] Macerie davanti al rettorato: la Federico II tra accordi NATO e complicità nel genocidio

Venerdì 15 maggio, in occasione del 78° anniversario della Nakba, studenti del collettivo Ecologia Politica Napoli hanno depositato delle macerie...

[Onu] Francesca Albanese nel mirino degli Stati Uniti per aver denunciato il genocidio a Gaza

Dopo una lunga fase di pressioni diplomatiche, gli Stati Uniti hanno deciso di imporre sanzioni a Francesca Albanese, la relatrice speciale dell’ONU per i Territori Palestinesi, da tempo nel mirino della nuova amministrazione guidata da Trump. Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che le azioni di Albanese, considerate una “guerra politica ed economica” contro USA e Israele, non saranno più tollerate. Secondo Rubio, la decisione è stata presa in risposta ai “tentativi illegittimi e vergognosi” della relatrice di spingere la Corte Penale Internazionale a procedere contro funzionari, aziende e leader americani e israeliani.

Rubio ha inoltre sottolineato che né gli Stati Uniti né Israele aderiscono allo Statuto di Roma, motivo per cui le iniziative di Albanese rappresenterebbero, secondo Washington, una grave violazione della sovranità nazionale di entrambi i paesi. Il segretario di Stato ha aggiunto che Albanese avrebbe alimentato sentimenti antisemiti, sostenuto il terrorismo e mostrato ostilità verso USA e Israele, atteggiamenti che – sempre secondo Rubio – si sarebbero manifestati durante tutta la sua carriera, compresa la raccomandazione alla Corte Penale Internazionale di emettere mandati di arresto contro il premier israeliano Netanyahu e l’ex ministro della difesa Gallant.

Albanese, da parte sua, ha più volte denunciato pubblicamente il “genocidio” a Gaza e chiesto lo stop alla fornitura di armi a Israele, accusando lo Stato ebraico di rappresentare la forma più evidente di “apartheid”. Nelle settimane precedenti, gli Stati Uniti avevano già richiesto le dimissioni della relatrice dopo che un rapporto di UN Watch – organizzazione filo-israeliana – l’aveva accusata di aver ricevuto 20 mila dollari per i suoi viaggi da gruppi collegati ad Hamas, in violazione delle regole ONU. Sulla scia di queste accuse, la divisione per i diritti civili del Dipartimento di Giustizia americano aveva scritto all’ONU chiedendo la rimozione immediata di Albanese, sostenendo che il suo comportamento aveva compromesso il prestigio dell’istituzione.

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