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10 December 2025

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[Palestina] Ebrei contro il genocidio: Sanzionate Israele

Importanti figure ebrei nel mondo stanno chiedendo alle Nazioni Unite e ai leader internazionali di imporre sanzioni contro Israele per quelle che definiscono “azioni inconcepibili” assimilabili al genocidio a Gaza. Oltre 450 firmatari, tra cui ex funzionari israeliani, premi Oscar, scrittori e intellettuali, hanno sottoscritto una lettera aperta per chiedere responsabilità sulle azioni di Israele a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Questa petizione arriva mentre i leader UE, riuniti oggi a Bruxelles, sembrano intenzionati ad accantonare le proposte di sanzioni contro lo Stato israeliano.

“La memoria delle leggi, delle carte e delle convenzioni nate per tutelare la vita umana in risposta alla Shoah è ancora viva”, sottolineano i promotori. “Quelle tutele però vengono costantemente violate da Israele”. Tra i firmatari figurano l’ex presidente della Knesset Avraham Burg, l’ex negoziatore di pace Daniel Levy, l’autore britannico Michael Rosen, la scrittrice canadese Naomi Klein, il regista premio Oscar Jonathan Glazer, l’attore statunitense Wallace Shawn, le vincitrici di Emmy Ilana Glazer e Hannah Einbinder, e il premio Pulitzer Benjamin Moser.

La lettera esorta i leader mondiali a dare seguito alle sentenze della Corte internazionale di giustizia e della Corte penale internazionale; a evitare la complicità nelle violazioni del diritto internazionale bloccando trasferimenti di armi e imponendo sanzioni mirate; ad assicurare adeguati aiuti umanitari per Gaza; e a respingere le false accuse di antisemitismo contro chi si batte per la pace e la giustizia. “Chiniamo il capo per il dolore, perché le prove raccolte dimostrano che le azioni israeliane potrebbero soddisfare la definizione legale di genocidio”, si legge nell’appello.

Questo invito arriva in un clima di crescente critica pubblica verso Israele. Un recente sondaggio del Washington Post ha rilevato che il 61% degli ebrei statunitensi considera Israele responsabile di crimini di guerra a Gaza, mentre il 39% parla esplicitamente di genocidio. Secondo la Brookings Institution, il 45% dei cittadini americani ritiene Israele responsabile di genocidio.

Tra gli altri firmatari compaiono il direttore d’orchestra Ilan Volkov, la drammaturga V (già Eve Ensler), il comico Eric André, il romanziere Damon Galgut, il giornalista premio Oscar Yuval Abraham, il vincitore di un Tony Award Toby Marlow e il filosofo Omri Boehm. “La nostra solidarietà verso i palestinesi non è un tradimento dell’ebraismo, ma un suo compimento”, scrivono. “Quando i nostri saggi hanno insegnato che distruggere una sola vita è come distruggere un intero universo, non hanno fatto eccezioni per i palestinesi. Non ci fermeremo finché il cessate il fuoco non porterà anche alla fine dell’occupazione e dell’apartheid”.

Dal 7 ottobre 2023 secondo il ministero della Sanità di Gaza, almeno 65.000 palestinesi sono stati uccisi e oltre 167.000 feriti, mentre l’ONU stima che il 90% della popolazione sia stata sfollata internamente. I senatori americani Chris Van Hollen e Jeff Merkley, dopo una missione nella regione, hanno parlato di “un piano sistematico per distruggere e pulire etnicamente i palestinesi da Gaza”, affermando che anche gli Stati Uniti sono complici. Il loro rapporto denuncia la devastazione quasi totale delle infrastrutture civili, l’uso della fame come arma e ostacoli sistematici all’arrivo degli aiuti umanitari.

La lettera lamenta che il cessate il fuoco del 10 ottobre non faccia riferimento alla Cisgiordania, dove proseguono le violenze dei coloni e dove le condizioni legate all’occupazione israeliana rimangono irrisolte. Secondo l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, oltre 3.200 palestinesi sono stati feriti in attacchi quest’anno nella regione. In un episodio recente, una donna di 55 anni è finita in ospedale dopo essere stata aggredita da un colono mascherato mentre raccoglieva olive — l’attacco è stato filmato da un giornalista americano.

L’organizzazione israeliana per i diritti civili Yesh Din ha evidenziato che solo il 3% delle indagini su violenze dei coloni tra il 2005 e il 2024 si è concluso con una condanna. Dopo il suo insediamento, Donald Trump ha revocato le sanzioni imposte da Biden su decine di coloni e gruppi violenti. I ministri degli Esteri europei sembrano invece voler evitare il tema delle sanzioni, nonostante il servizio diplomatico UE abbia riscontrato “indizi” di violazioni israeliane degli obblighi sui diritti umani previsti dall’accordo di associazione UE-Israele.

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