Un attacco suicida ha colpito una chiesa a Damasco, causando la morte di almeno 25 persone e il ferimento di altre 63, come annunciato dal ministero della Salute siriano.
Secondo il ministero dell’Interno, durante una funzione serale di domenica, un individuo armato ha fatto irruzione nella chiesa greco-ortodossa del Profeta Elia, nel quartiere Dweila, ha cominciato a sparare e poi si è fatto esplodere con un giubbotto bomba. Le autorità hanno riferito che l’attentatore era legato allo Stato Islamico (IS), anche se il gruppo non ha ancora rivendicato l’attacco.
Le immagini dall’interno della chiesa mostrano un altare distrutto, panche ricoperte di vetri e pareti macchiate di sangue.
Un testimone, Lawrence Maamari, ha raccontato ad AFP che una persona armata è entrata in chiesa e ha iniziato a sparare, mentre i presenti tentavano di fermarla prima che si facesse esplodere. Un altro testimone, Ziad, che si trovava in un negozio vicino, ha riferito di aver sentito spari e poi un’esplosione che ha fatto volare i vetri, seguito da fiamme e panche scagliate verso l’entrata.
Si tratta del primo attacco di questo genere a Damasco dopo la caduta di Bashar al-Assad, rovesciato a dicembre da forze ribelli a guida islamista, che hanno così messo fine a tredici anni di guerra civile.

