La Svezia ha ufficialmente chiesto all’Unione Europea di congelare la parte commerciale dell’accordo di partenariato con Israele, a causa della persistente crisi umanitaria nella Striscia di Gaza. La richiesta è stata espressa dal Primo Ministro svedese, Ulf Kristersson, tramite la piattaforma X, dove ha descritto la situazione a Gaza come “estremamente terribile”, sottolineando che Israele non sta rispettando i suoi obblighi fondamentali né gli accordi relativi agli aiuti d’emergenza. Per questo motivo, Kristersson ha dichiarato che l’UE deve “congelare al più presto la parte commerciale dell’accordo di partenariato”, esortando il governo israeliano a consentire l’ingresso senza ostacoli degli aiuti umanitari a Gaza.
Questa iniziativa segue avvertimenti simili provenienti dai Paesi Bassi, che hanno indicato la possibilità di sospendere la parte commerciale qualora Israele non rispettasse i suoi obblighi umanitari. Tale posizione emerge in un contesto di divisioni all’interno dell’UE, dalla quale alcune nazioni come Germania e Austria ribadiscono “il diritto di Israele all’autodifesa” nel rispetto del diritto internazionale, mentre altri paesi come Spagna e Belgio condannano quella che definiscono “un genocidio” dei palestinesi e chiedono misure più incisive.
È importante ricordare che un rapporto della Commissione Europea pubblicato a fine giugno ha rilevato che Israele ha “violato una clausola dell’accordo relativa ai diritti umani”. Da allora, la Commissione sta valutando la risposta, che include discussioni su “divieti di alcune esportazioni” e “revisione delle politiche sui visti”, oltre a proposte per una sospensione parziale della partecipazione di Israele al programma di ricerca “Orizzonte Europa”. L’Unione Europea rimane il più grande partner commerciale di Israele, rappresentando circa un terzo del suo commercio estero totale.
Tuttavia, ogni misura forte, come la sospensione dell’accordo, richiede l’unanimità tra gli Stati membri, un obiettivo difficilmente raggiungibile vista la forte divisione politica dell’UE sulle politiche riguardanti Israele e Gaza.

