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26 August 2026

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[Gaza] Arrembaggio e deportazione, le dichiarazioni di Greta Thunberg

Greta Thunberg espulsa da Israele, jet privato per Parigi, ha colto l’occasione per denunciare apertamente il blitz israeliano contro la nave Madleen, definendolo “rapimento” e violazione del diritto internazionale.

“Eravamo 12 volontari pacifici su una nave civile che trasportava aiuti umanitari in acque internazionali. Non abbiamo infranto alcuna norma, né fatto qualcosa di illegale”, ha dichiarato con forza ai giornalisti. “Assistiamo a un sistematico sgretolamento del diritto internazionale. Israele sta compiendo crimini di guerra contro i palestinesi, ostacolando così l’ingresso di aiuti nella Gaza affamata”.

La notte tra domenica e lunedì, la Marina israeliana ha intercettato la Madleen in acque internazionali e condotto i passeggeri al porto di Ashdod. Qui, Greta e gli altri sono stati trasferiti in un centro di detenzione nei pressi dell’aeroporto di Tel Aviv, in attesa dell’espulsione verso i loro paesi di origine. Di loro, quattro hanno accettato la deportazione immediata mentre gli altri otto, tra cui l’eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan, contestano l’ordine e attendono un processo.

Thunberg ha sostenuto con vigore l’operato della Freedom Flotilla Coalition, l’organizzazione pacifista che da tempo infrange il blocco israeliano su Gaza. Ha poi ricordato l’attacco subito da un’altra imbarcazione più grande, colpita da droni israeliani vicino a Malta poche settimane fa, che ha dovuto interrompere la missione umanitaria.

L’offensiva militare israeliana contro Gaza, scattata in risposta all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e ancora in corso dopo venti mesi, ha già causato almeno 54.000 vittime palestinesi, per lo più civili, trasformando la Striscia in un cumulo di macerie.

Dal 2 marzo è in vigore un embargo totale su tutti i rifornimenti destinati a Gaza, sospinti da un governo Netanyahu deciso a colpire duramente Hamas. Tale misura ha spinto la popolazione, oltre due milioni di persone, sull’orlo della carestia. Solo nelle ultime due settimane è stato permesso l’ingresso di quantità limitate di cibo, perlopiù distribuite dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF), un’organizzazione americana strettamente legata a Israele. Proprio nei pressi dei centri di distribuzione della GHF, le forze israeliane hanno aperto il fuoco, uccidendo – secondo fonti palestinesi – almeno 150 persone in coda per ricevere i viveri.

Con il suo coraggio civile, Thunberg punta i riflettori sulla gravità della crisi umanitaria, denunciando che dietro le giustificazioni securitarie si cela una strategia che condanna a morte migliaia di innocenti.

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