Fino alle 8 di questa mattina a Gaza non è entrato nemmeno un camion attraverso il valico di Kissufim, uno dei punti di accesso che ci si aspettava di vedere aperto. Decine di camion sono fermi da almeno due ore, aspettano il via libera delle forze israeliane per attraversare il confine, scaricare gli aiuti alimentari e fare ritorno. Dovrebbero aprire cinque valichi a sud e almeno due a nord. Per oggi si aspettano circa seicento camion carichi di aiuti umanitari: cibo, materiale per i rifugi, medicinali e carburante. Alcuni autisti hanno raccontato di aver aspettato tutto il giorno ieri per ottenere il permesso, ma non l’hanno mai ricevuto, così sono tornati a casa con i camion ancora pieni. Le attese e le restrizioni sono enormi. le ispezioni possono durare ore, a volte tutto il giorno, lasciando gli aiuti essenziali bloccati al confine.
Il limbo dei detenuti palestinesi illustri
Nonostante il cessate il fuoco tra Israele e Hamas resta incerto lo posizione di molti detenuti palestinesi. Tra questi c’è il medico palestinese Hussam Abu Safia, direttore d’ospedale a Gaza, rapito dalle forze israeliane a dicembre duemilaventiquattro e trattenuto ancora, nonostante gli appelli per la sua liberazione e i raconti dell’avvocato che ha raccontato le torture subite in prigione israeliana.

Hussam Abu Safia
Molti sostenitori dei diritti palestinesi considerano Abu Safia il simbolo della resilienza dei medici palestinesi, mentre israele ha colpito in modo sistematico il settore sanitario di Gaza negli ultimi due anni. Non è chiaro se sarà rilasciato come parte dell’accordo di cessate il fuoco che include sia israeliani tenuti da Hamas a Gaza sia palestinesi arrestati e imprigionati da Israele, spesso senza accusa né processo. Fino a ieri sera il medico non è stato liberato.
Amnesty International segnala che il direttore è detenuto senza processo né accusa in base alle leggi sulla sicurezza israeliane, dopo essere stato arrestato all’ospedale Kamal Adwan di Gaza dove continuava a lavorare da pediatra anche dopo che suo figlio era stato ucciso in un attacco aereo israeliano. Solo l’undici febbraio duemilaventicinque le autorità hanno permesso ad abu safia di vedere il suo avvocato. Durante l’ultima visita all’offerta di luglio il legale ha riportato aggressioni e pestaggi contro Abu Safia e altri detenuti. Amnesty osserva che il medico ha perso molto peso in prigione.
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Le parolo di Trump producono solo scetticismo in campo palestinese
Trump non prende impegni reali per il futuro. Questa tregua serve solo a riportare la regione indietro di anni. Trump ribadisce ai giornalisti che il primo passo è stato fatto: “ora bisogna ricostruire gaza e aiutare la gente a tornare nelle case. tutto il resto si vedrà più avanti”. Non è pace, è un limbo procastinato.
Unwra: Ora entrino i giornalisti
Il capo di Unrwa Philippe Lazzarini aderisce alle richieste per l’ingresso libero ai giornalisti internazionali nella Striscia di Gaza, sostenendo che possano aiutare e rendere omaggio al lavoro dei reporter palestinesi. Secondo Lazzarini ora è tempo che arrivino aiuti, istruzione e “pace attraverso cura, giustizia e riconoscimento reciproco”. Lazzqrini plaude alricongiungimento delle famiglie israeliane e palestinesi, che rappresenta “una luce di speranza dopo più di due anni di oscurità totale”.

