La distribuzione degli aiuti attraverso una società di sicurezza americana rappresenta un insulto all’umanità e alla dignità umana. Questo meccanismo mira a umiliare il nostro popolo, trasformare la Striscia di Gaza in campi di concentramento e cantoni isolati, e svuotare le aree settentrionali e centrali della Striscia in preparazione all’attuazione del progetto sionista di deportazione della popolazione palestinese di Gaza.
La militarizzazione della distribuzione degli aiuti umanitari attraverso una società di sicurezza legata all’entità sionista e al suo esercito fa parte dei piani del nemico per eliminare il ruolo delle organizzazioni e istituzioni internazionali, comprese quelle affiliate alle Nazioni Unite.
Chiediamo che gli aiuti vengano distribuiti secondo criteri equi e umanitari, senza discriminazioni e al di fuori di qualsiasi logica militare sionista. Questa missione umanitaria dovrebbe essere affidata all’UNRWA, che dispone delle competenze, dei dati e dei mezzi necessari per svolgerla in modo conforme al diritto internazionale e ai principi delle Nazioni Unite.
Esortiamo la comunità internazionale a esercitare una pressione seria e concreta sull’entità sionista affinché riapra i valichi e consenta l’ingresso di tutti gli aiuti umanitari e medici provenienti dalle organizzazioni internazionali, per porre fine alle sofferenze di oltre 2,3 milioni di persone vittime della fame, dei bombardamenti, degli incendi e dei massacri sionisti, vergogna dell’umanità intera.
Le conseguenze del fallimento di questo piano erano ampiamente prevedibili, viste le gravi implicazioni della cospirazione che esso rappresenta contro l’esistenza stessa del nostro popolo. Il suo fallimento è il risultato naturale dei ripetuti tentativi dell’occupazione di generare caos.
Rendiamo omaggio al nostro coraggioso popolo, che ha sventato il piano di distribuzione degli aiuti tramite la compagnia di sicurezza, distruggendo il sito utilizzato dall’apparato sionista. Lo invitiamo a rimanere unito e a mobilitarsi per contrastare i piani e i progetti dell’entità sionista, dei suoi mercenari e dei suoi sostenitori. Esprimiamo inoltre la nostra profonda gratitudine a tutte le posizioni nazionali e internazionali che si sono opposte al meccanismo della fame e hanno rifiutato di legittimarlo, assumendo posizioni storiche che il nostro popolo ricorderà e non dimenticherà mai.

