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11 July 2026

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[Israele] Una mezza anguria sulle scarpe fa tremare l’opinione pubblica israrliana

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[Gaza] Protesta al porto di Valencia contro l’embargo “finto” mentre navi Maersk riforniscono Israele di armi

Il giorno stesso in cui il governo spagnolo ha approvato il decreto-legge sull’embargo di armi a Israele, circa 300 attivisti hanno manifestato al porto di Valencia per chiedere lo stop alle forniture militari. L’iniziativa si è svolta davanti a una nave della compagnia danese Maersk, attraccata il 23 settembre e diretta a Tangeri per caricare componenti destinati agli F-35 impiegati nei bombardamenti su Gaza.

Gli attivisti denunciano che le misure annunciate da Pedro Sánchez, definite dal premier un “passo simbolico”, rappresentano in realtà un embargo parziale e pieno di eccezioni, incapace di interrompere i rapporti militari con Israele. Da qui la richiesta di un embargo integrale e immediato.

Una querela presentata all’Audiencia Nacional chiede il blocco della nave Nysted Maersk, accusata di trasportare regolarmente forniture destinate all’esercito israeliano, e cita anche il coinvolgimento della gemella Maersk Norfolk. Entrambe figurano nella lista internazionale “Nessun porto per il genocidio”. La denuncia si estende al comandante e alle filiali spagnole della compagnia per presunto contrabbando di materiali bellici, in violazione della normativa nazionale.

Secondo RESCOP, la documentazione allegata dimostra il ruolo centrale di Maersk nella catena logistica che alimenta l’offensiva israeliana, in violazione degli obblighi internazionali. Nel frattempo, la compagnia ha trasferito il carico diretto a Israele su un’altra nave, ferma dal 15 settembre a Tangeri.

La protesta è sostenuta da oltre 600 organizzazioni e, secondo BDS País Valencià, riflette un crescente allarme sociale sull’uso dei porti spagnoli come snodi bellici. Amnesty International, dal canto suo, accusa i governi partner del programma F-35 di complicità: pur avendo l’obbligo di interrompere le forniture, continuano a consentire trasferimenti diretti o indiretti verso Israele. Gli attacchi condotti con i caccia F-35, ricorda l’organizzazione, hanno devastato Gaza colpendo anche aree civili e rifugi per sfollati.

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