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06 September 2026

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[Genocidio] La Corte penale internazionale sotto attacco, gli Stati Uniti puniscono chi indaga su Gaza

Gli Stati Uniti hanno colpito con sanzioni la presidente della Corte penale internazionale, l’Aia, e uno dei magistrati incaricati di indagare sui crimini commessi da Israele durante la guerra a Gaza. Ad annunciarlo è stato il segretario di Stato Marco Rubio, che ha definito il tribunale internazionale un organo sovranazionale corrotto e irrimediabilmente politicizzato, che avrebbe abusato dei propri poteri oltre il mandato assegnatogli.

I due nuovi nomi sanzionati sono quelli della giapponese Tomoko Akane, presidente della Corte, e del senegalese Abdoulaye Seye, avvocato senior della procura. Secondo Washington, entrambi si sarebbero resi responsabili di aver contribuito a inchieste, mandati d’arresto o procedimenti penali nei confronti di funzionari il cui Stato non ha mai riconosciuto la giurisdizione dell’Aia, riferimento neppure troppo velato agli Stati Uniti e a Israele, nessuno dei due paese membro del tribunale.

Il provvedimento arriva a un mese esatto da un’iniziativa del Dipartimento di Stato pensata esplicitamente per smontare quella che Washington considera una minaccia alla propria sovranità nazionale; l’obiettivo dichiarato, secondo un comunicato ufficiale, è impedire alla Corte di funzionare, di indagare su cittadini o funzionari americani, o comunque di interferire con l’autonomia decisionale statunitense. Lo stesso Rubio ha invitato più volte i 125 paesi membri della CPI a lasciarne le fila, mentre Donald Trump ha collegato apertamente la propria offensiva contro il tribunale alla difesa di Israele dalle indagini in corso.

Non è la prima volta che Washington agisce in questa direzione. Era già stato colpito da sanzioni l’ex procuratore Karim Khan, l’uomo che aveva ottenuto i mandati d’arresto internazionali contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant per crimini di guerra legati al conflitto di Gaza; e già nel febbraio 2025 Trump aveva firmato un ordine esecutivo contro l’intera Corte, accusandola di condurre azioni infondate e illegittime contro gli Stati Uniti e il loro alleato israeliano.

Rubio non ha specificato nel dettaglio quali atti abbiano motivato le sanzioni contro Akane e Seye, ma alcuni media israeliani hanno segnalato che proprio Seye seguirebbe anche il filone d’inchiesta sui finanziamenti israeliani agli insediamenti considerati illegali in Cisgiordania e sulla distribuzione di armi ai coloni. Non a caso, fonti governative israeliane avevano avvertito la stampa locale già a maggio che la Corte potrebbe emettere altri cinque mandati d’arresto, questa volta contro ministri e alti ufficiali militari coinvolti nella violenza contro i palestinesi nei Territori occupati.

Con questi due nuovi nomi, salgono ad almeno undici i funzionari della CPI colpiti da sanzioni statunitensi, in un elenco che comprende anche le inchieste sulle condotte dei soldati americani in Afghanistan. La scorsa settimana quattro organizzazioni per i diritti umani hanno portato in tribunale l’amministrazione Trump proprio per questa linea sanzionatoria, sostenendo che colpire i magistrati dell’Aia significhi, di fatto, privare le vittime dei crimini di guerra di ogni possibilità concreta di ottenere giustizia.

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