I capi della diplomazia di Teheran e Londra al telefono hanno affrontato le drammatiche conseguenze dell’attacco aereo statunitense contro i siti nucleari iraniani. Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha condannato con forza l’operazione, definendola una violazione del diritto internazionale e un atto di aggressione contro la sovranità dell’Iran. “Non possiamo accettare che la comunità internazionale resti a guardare di fronte a simili azioni unilaterali”, ha dichiarato Araghchi, sottolineando la necessità di rispettare la Carta delle Nazioni Unite. Il segretario agli Esteri britannico David Lammy ha espresso rammarico per l’incidente, negando qualsiasi coinvolgimento del Regno Unito. “La nostra posizione è chiara: sosteniamo la de-escalation e il dialogo diplomatico”, ha affermato Lammy, invitando tutte le parti a evitare ulteriori provocazioni e a riprendere i negoziati. L’attacco degli Stati Uniti, condotto nelle prime ore di domenica 22 giugno, ha colpito tre importanti siti nucleari iraniani – Fordow, Natanz e Isfahan. La situazione resta estremamente tesa, con il rischio di un’ulteriore escalation militare.
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