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Gerusalemme
26 August 2026

[Palestina] Ulm 5, cinque nomi contro una fabbrica di sterminio

E’ a notte dell’8 settembre 2025. Cinque persone entrano nello stabilimento tedesco della Elbit Systems dopo aver forzato una vetrata....

[Global Sumud Flotilla] “Mi hanno messo due dita nei genitali”, la denuncia di stupro contro i soldati israeliani

Una denuncia per violenza sessuale scuote ancora una volta il caso della Global Sumud Flotilla. Anna Liedtke, giornalista e attivista...

[Italia] Macerie davanti al rettorato: la Federico II tra accordi NATO e complicità nel genocidio

Venerdì 15 maggio, in occasione del 78° anniversario della Nakba, studenti del collettivo Ecologia Politica Napoli hanno depositato delle macerie...

[Libano] Hezbollah: Chi chiede nostro disarmo è al servizio di Israele

Il 30 luglio 2025, il segretario generale di Hezbollah, Naïm Kassem, è intervenuto in televisione per respingere con fermezza ogni richiesta di disarmo del movimento sciita. Secondo Kassem, chiunque chieda oggi il disarmo di Hezbollah – sia libanese, straniero o emissario internazionale – “serve il progetto israeliano” e mina la capacità del Libano di difendersi. Le armi di Hezbollah, ribadisce Kassem, “sono destinate esclusivamente a contrastare Israele, non a uso interno”.

Durante il discorso per l’anniversario dell’assassinio del comandante Fouad Chokr, il leader ha attaccato le pressioni degli Stati Uniti, accusando l’inviato Tom Barrack di minacciare e intimidire il Libano per favorire le richieste israeliane. Solo la fine dell’aggressione israeliana e l’avvio della ricostruzione potranno aprire il confronto sul ruolo delle armi; al momento, conclude Kassem, la priorità è fermare la guerra e garantire la sicurezza del paese.

In riferimento al cessate il fuoco del novembre 2024, Kassem accusa Israele di non rispettarlo, mantenendo truppe in diverse postazioni strategiche libanesi e continuando le operazioni militari. Ha poi denunciato la situazione a Gaza, dove secondo lui “si consuma un crimine sostenuto dagli Stati Uniti” e ha richiesto all’intera comunità internazionale di passare dai comunicati a azioni concrete contro l’occupazione israeliana.

[Palestina] Gaza, un caffè sul porto trasformato in un cimitero

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