Il 30 luglio 2025, il segretario generale di Hezbollah, Naïm Kassem, è intervenuto in televisione per respingere con fermezza ogni richiesta di disarmo del movimento sciita. Secondo Kassem, chiunque chieda oggi il disarmo di Hezbollah – sia libanese, straniero o emissario internazionale – “serve il progetto israeliano” e mina la capacità del Libano di difendersi. Le armi di Hezbollah, ribadisce Kassem, “sono destinate esclusivamente a contrastare Israele, non a uso interno”.
Durante il discorso per l’anniversario dell’assassinio del comandante Fouad Chokr, il leader ha attaccato le pressioni degli Stati Uniti, accusando l’inviato Tom Barrack di minacciare e intimidire il Libano per favorire le richieste israeliane. Solo la fine dell’aggressione israeliana e l’avvio della ricostruzione potranno aprire il confronto sul ruolo delle armi; al momento, conclude Kassem, la priorità è fermare la guerra e garantire la sicurezza del paese.
In riferimento al cessate il fuoco del novembre 2024, Kassem accusa Israele di non rispettarlo, mantenendo truppe in diverse postazioni strategiche libanesi e continuando le operazioni militari. Ha poi denunciato la situazione a Gaza, dove secondo lui “si consuma un crimine sostenuto dagli Stati Uniti” e ha richiesto all’intera comunità internazionale di passare dai comunicati a azioni concrete contro l’occupazione israeliana.

