Nelle ultime 12 ore, Israele ha intensificato la sua offensiva sulla Striscia di Gaza, colpendo zone residenziali e campi profughi già gravemente provati. I raid hanno causato almeno 12 morti tra i palestinesi, compresi donne e bambini, e decine di feriti. Tra le aree colpite figurano i quartieri di al-Zarqa, Zeitoun, Sheikh Radwan e il campo profughi di Shati. Gli attacchi hanno centrato case e tende di sfollati, aggravando la già drammatica emergenza umanitaria dovuta al blocco di cibo, acqua e medicinali imposto da Israele.
Incursioni aeree israeliane in Libano
La tensione si è estesa anche a nord, con l’aviazione militare israeliana che nelle ultime ore ha lanciato una serie di bombardamenti contro obiettivi nel Bekaa, nell’est del Libano, zona frequebtata da attivisti e miliziani Hezbollah. L’Agenzia Nazionale d’Informazione libanese ha riferito che almeno 12 persone sono state uccise e otto ferite durante un raid aereo israeliano nell’est del Libano che ha colpito un campo per sfollati siriani nella valle della Bekaa settentrionale. Tra le vittime dell’attacco nella zona di Wadi Fara vi sono sette cittadini siriani. L’azione ha colpito un campo che ospitava civili sfollati dalla Siria.
Attacchi in Siria: escalation a Suwayda
Sul fronte siriano, caccia israeliani hanno effettuato raid mirati contro mezzi e postazioni delle forze governative nella provincia meridionale di Suwayda. Gli attacchi sono stati ordinati dal primo ministro israeliano Netanyahu come segnale di “chiaro avvertimento” al governo siriano, accusato di attaccare civili nella regione a maggioranza drusa. Il ministero della Difesa siriano ha confermato che l’esercito si sta ritirando dalla città di Suwayda dopo pesanti scontri e numerose vittime negli ultimi giorni.
Assalti dei coloni in Cisgiordania
Parallelamente ai bombardamenti, si registra una nuova ondata di violenza dei coloni israeliani contro le comunità palestinesi in Cisgiordania. Nelle ultime ore, un uomo di 62 anni è stato ferito dai coloni a Khirbet Umm Nir, vicino a Susiya, nell’area di Masafer Yatta, a sud di Hebron. Questi attacchi, spesso perpetrati con la copertura dell’esercito israeliano, si inseriscono in un quadro di crescente tensione e impunità. L’Ufficio ONU per i diritti umani denuncia un incremento del 13% delle aggressioni nel 2025, con quasi 760 episodi che hanno provocato feriti o danni gravi per i palestinesi.

