Secondo le fonti dei media arabi che seguono le trattative in corso a Sharm el-Sheikh, Hamas ha presentato una lista dettagliata dei prigionieri palestinesi di cui chiede il rilascio come parte dell’accordo di scambio con gli ostaggi israeliani. La lista include figure di alto profilo con condanne all’ergastolo e leader storici dei movimenti di resistenza palestinesi.
I sei nomi principali della lista
Secondo le informazioni riportate dai media arabi, Hamas ha posto in cima alla sua lista sei personalità palestinesi di spicco:
Marwan Barghouti (5 ergastoli + 40 anni)
Marwan Barghouti, leader storico di Fatah, è considerato il nome più importante della lista. Arrestato da Israele nel 2002 e condannato nel 2004, sconta cinque ergastoli più 40 anni per il suo ruolo nella Seconda Intifada (2000-2005). È ampiamente considerato una figura consensuale che potrebbe assumere la leadership dell’Autorità Palestinese in futuro.
Ahmad Sa’adat (30 anni)
Ahmad Sa’adat, Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), è nato nel 1953 a Ramallah. Arrestato nel 2006 in circostanze drammatiche quando Israele fece irruzione nella prigione di Gerico dove era detenuto sotto custodia americana-britannica, è stato condannato a 30 anni per l’assassinio del ministro del turismo israeliano Rehavam Ze’evi nel 2001.
Hassan Salameh (46 ergastoli + 30 anni)
Hassan Salameh, nato a Khan Yunis nel 1971, è uno dei leader storici delle Brigate al-Qassam. Arrestato nel 1996, è stato condannato a 46 ergastoli più 30 anni. Fu incaricato di guidare una serie di operazioni di rappresaglia dopo l’assassinio del leader Yahya Ayyash nel 1996. Ha recentemente pubblicato un libro intitolato “Gli autobus in fiamme” dalla sua cella.
Abbas al-Sayed (35 ergastoli)
Abbas al-Sayed era il comandante del braccio militare di Hamas a Tulkarm. È accusato da Israele dell’attacco all’Hotel Park di Netanya nel 2002 durante la festa di Pasqua, che causò 30 morti e oltre 140 feriti. È stato condannato a 35 ergastoli.
Abdullah Barghouti (67 ergastoli)
Abdullah Barghouti, soprannominato “l’ingegnere di Hamas”, detiene il record mondiale per la condanna più lunga della storia: 67 ergastoli più 5.200 anni. Nato in Kuwait nel 1972, è considerato l’esperto di esplosivi più importante di Hamas dopo Yahya Ayyash. È accusato di essere responsabile della morte di 67 israeliani in una serie di attacchi tra il 2000 e il 2003, inclusi gli attentati al ristorante Sbarro a Gerusalemme e al Café Moment.
Ibrahim Hamed (54 ergastoli)
Ibrahim Hamed, 60 anni, è considerato da Israele il “prigioniero più pericoloso” nelle sue carceri. Era il comandante del braccio militare di Hamas in tutta la Cisgiordania durante la Seconda Intifada. È stato condannato a 54 ergastoli per aver pianificato decine di attacchi, incluso l’attentato di Sheffield a Rishon LeZion nel 2002 (15 morti, 57 feriti) e l’attacco all’Università Ebraica (9 morti, 100 feriti).
Struttura della richiesta di Hamas
Secondo le fonti egiziane che seguono i negoziati, Hamas ha presentato richieste per:
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250 prigionieri con condanne all’ergastolo secondo il piano Trump
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Oltre 1.700 detenuti da Gaza catturati durante la guerra
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Priorità per anzianità di detenzione ed età dei prigionieri
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Tutti i membri delle “forze d’élite” delle Brigate al-Qassam catturati il 7 ottobre 2023
Richieste aggiuntive controverse
I media arabi riportano che Hamas ha anche chiesto:
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La restituzione dei corpi di Yahya e Mohammed Sinwar, architetti dell’attacco del 7 ottobre
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Garanzie permanenti dagli Stati Uniti per prevenire la ripresa delle operazioni militari israeliane
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Meccanismi chiari per l’implementazione del piano di pace a 20 punti proposto da Trump
Posizione israeliana
Secondo le fonti israeliane citate dai media arabi, Israele mantiene un “veto significativo” su circa 50 prigionieri palestinesi considerati particolarmente pericolosi, molti dei quali sono nella lista di Hamas. Israele ha precedentemente rifiutato di rilasciare questi nomi di alto profilo negli accordi di scambio passati, incluso l’accordo Gilad Shalit del 2011.
Le trattative continuano a Sharm el-Sheikh con la partecipazione di delegazioni da Egitto, Qatar, Turchia e Stati Uniti, mentre Hamas ha espresso “ottimismo” riguardo ai progressi delle discussioni.

