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Gerusalemme
12 June 2026

[Italia] Macerie davanti al rettorato: la Federico II tra accordi NATO e complicità nel genocidio

Venerdì 15 maggio, in occasione del 78° anniversario della Nakba, studenti del collettivo Ecologia Politica Napoli hanno depositato delle macerie...

[Regno Unito] Il boia e il socio, come Londra finanzia con il commercio la pena di morte contro i palestinesi

Undici tra le principali organizzazioni umanitarie e per i diritti umani del Regno Unito,  tra cui Human Rights Watch, Oxfam,...

[Israele] Una mezza anguria sulle scarpe fa tremare l’opinione pubblica israrliana

Ci voleva poco. Pochissimo. Un simbolo dipinto sulle scarpe, una mezza anguria, i colori della bandiera palestinesem e la scritta...

[Palestina] In Italia 40mila medici digiunano per Gaza, pusillanime il comunicato di Filippo Anelli

Decine di migliaia di operatori sanitari italiani hanno aderito in queste ore alla giornata nazionale di digiuno indetta dalla rete #digiunogaza, da Sanitari per Gaza e dalla campagna BDS “Teva? No grazie”, promossa per chiedere la fine delle violenze e del genocidio a Gaza. Secondo gli organizzatori, le adesioni formali sono state circa diecimila in pochi giorni, ma i numeri effettivi di chi ha digiunato superano le 30-40mila persone, fra medici ospedalieri, di famiglia e operatori sanitari distribuiti su tutto il territorio nazionale. La protesta si è estesa da nord a sud coinvolgendo ordini professionali, università e sindacati e si è svolta in forma di staffetta e con presìdi davanti agli ospedali, come a Torino, luogo simbolico dall’inizio delle mobilitazioni. L’iniziativa, nata dalla profonda indignazione della categoria, chiede alle aziende sanitarie italiane di adottare una delibera che impegni formalmente le istituzioni a contrastare ogni manifestazione di genocidio, valutando eticamente collaborazioni e rifornimenti affinché non si instaurino rapporti con entità legate a Stati accusati di genocidio, promuovendo invece politiche di cooperazione e accoglienza solidale a chi subisce guerre e persecuzioni. La petizione “Stop the Silence”, lanciata a metà luglio, ha già raccolto migliaia di firme tra operatori sanitari, accademici e cittadini, a dimostrazione della crescente volontà di azione e denuncia.

Molto più debole, invece, il tono del comunicato pubblicato su Facebook dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, guidata da Filippo Anelli. Utilizzando parole prudenti e sfuggenti, la FNOMCeO ha ringraziato genericamente i partecipanti al digiuno e sottolineato la necessità di iniziative di pace, ma si è preoccupata soprattutto di prendere le distanze da qualsiasi forma di boicottaggio che possa “danneggiare il popolo di Israele”, quasi ignorando la gravità del quadro in Gaza e demandando la responsabilità della tragedia ai soli governi. Un comunicato che si può definire senza esitazione pusillanime, per la sua evidente ritrosia nel prendere una posizione netta e coraggiosa di fronte a una catastrofe umanitaria che coinvolge migliaia di colleghi e di innocenti.

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