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14 March 2026

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L’arresto di Abdel Rahim Haj Yahya: 27 mesi di carcere per post sui social
Abdel Rahim Haj Yahya, influencer palestinese di 23 anni con 117.000 follower su Instagram e cittadino israeliano di Tayibe, è stato arrestato il 10 ottobre 2023 e condannato a 27 mesi di prigione per post pubblicati sui social media intorno al 7 ottobre. La sua è una delle punizioni più severe mai inflitte a un cittadino israeliano per questo tipo di reato. Prima dell’arresto, Haj Yahya documentava gli sviluppi politici in Cisgiordania e Gaza, distribuiva regali ai bambini palestinesi negli ospedali e nei campi profughi. Il suo caso è rimasto avvolto nel silenzio: né i media israeliani né quelli palestinesi ne hanno parlato. Secondo il suo avvocato Shua’a Mansour, “nulla di ciò che ha subìto, inclusa la condanna, sarebbe accaduto se non fosse stato una persona nota — e non sarebbe successo allo

stesso modo prima del 7 ottobre”. Al centro della vicenda c’è una domanda fondamentale sulla libertà d’espressione in Israele.

 

L’accusa e la condanna
Haj Yahya è stato interrogato per 10 giorni con l’accusa di incitamento al terrorismo per 10 post: sette pubblicati prima del 7 ottobre e tre dopo. Alcuni contenevano immagini degli eventi nella “Gaza Envelope” con la sola menzione della data. Un video proveniva da canali Telegram israeliani, materiale non proibito. In un post aveva scritto “immagini storiche” — non come celebrazione ma per indicare l’importanza storica dell’evento. Gli investigatori trovarono anche una foto che lo ritraeva durante una visita al campo profughi di Jenin mentre teneva in mano un fucile, portando a un’ulteriore accusa di favoreggiamento nel possesso di armi. Haj Yahya non immaginava una condanna così pesante: “La punizione più dura che ricordavo per opinioni politiche era quella di Sheikh Raed Salah, 28 mesi. Durante le udienze si ripeteva continuamente che ero un blogger e un influencer. Un investigatore mi disse che chi compie un attentato è meno pericoloso di me perché agisce da solo, mentre la mia influenza raggiunge molti”.

 

 

Le conseguenze personali e il messaggio politico
I 27 mesi nelle prigioni di sicurezza israeliane (Megiddo e Gilboa) hanno lasciato un segno profondo su Haj Yahya, che ha perso circa metà del suo peso corporeo. Le condizioni carcerarie sono peggiorate drasticamente dopo il 7 ottobre. Il cambiamento più evidente riguarda i suoi contenuti social: dalla scarcerazione non ha più pubblicato su violazioni dei diritti umani o attività umanitarie, evitando completamente riferimenti politici. La sua famiglia ha pagato il prezzo più alto: il fratello di 8 anni ha sviluppato un trauma grave e non è potuto tornare a scuola per un anno, un altro fratello ha avuto un incidente stradale dopo lo shock, il padre ora assume 12 farmaci al giorno. Durante l’intero periodo, nessun parlamentare della Knesset né leader dell’Alto Comitato di Coordinamento (l’organo rappresentativo dei cittadini palestinesi di Israele) ha contattato la famiglia. L’avvocato scelse deliberatamente di non rendere pubblico il caso per evitare ulteriore incitamento che avrebbe potuto aggravare la condanna.

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