Il Dipartimento di Fisica dell’Università Sapienza di Roma, nella seduta del 19 giugno 2025, ha approvato con una maggioranza netta una mozione di condanna della politica del governo israeliano nella Striscia di Gaza e per la sospensione dell’Accordo di Cooperazione Industriale, Scientifica e Tecnologica tra Italia e Israele. Su 159 aventi diritto, hanno votato 131 persone: 97 favorevoli, 27 contrari e 7 astenuti.
La mozione sottolinea la tradizione del Dipartimento, che unisce l’eccellenza scientifica a un forte impegno civile per il disarmo e per una scienza aperta, attenta alle responsabilità etiche delle istituzioni. “Come scienziati e come comunità universitaria sentiamo la necessità di affermare un principio guida: la ricerca e la cooperazione scientifica internazionale devono essere uno spazio di dialogo, di pace e di solidarietà umana, soprattutto nei momenti più difficili”, si legge nel documento, che riconosce il valore della collaborazione accademica tra ricercatori di ogni paese, in linea con l’autonomia della ricerca sancita dalla Costituzione.
Tuttavia, il testo evidenzia le gravissime violazioni del diritto internazionale in corso a Gaza, dove la campagna militare israeliana ha causato decine di migliaia di morti, tra cui moltissimi civili, bambini, donne, giornalisti, personale medico e operatori umanitari. “Le città sono state rase al suolo, gli ospedali e le università colpiti senza distinzione, in un’escalation di violenza che ha assunto i tratti di una catastrofe umanitaria”, denuncia la mozione, ricordando le condanne delle Nazioni Unite e della Corte Internazionale di Giustizia per crimini di guerra e contro l’umanità.
In questo contesto, il Dipartimento di Fisica prende le distanze da ogni forma di cooperazione istituzionalizzata con l’attuale governo israeliano e chiede al Governo italiano di sospendere l’Accordo di Cooperazione Industriale, Scientifica e Tecnologica tra Italia e Israele, firmato a Bologna nel 2000 e ratificato nel 2002. Invita inoltre docenti e ricercatori a non partecipare ai bandi MAECI per progetti congiunti fintantoché perdurino tali violazioni. La mozione rappresenta una presa di posizione forte su temi di rilevanza internazionale, in linea con l’attenzione alle questioni mediorientali e ai diritti umani che caratterizza il dibattito pubblico e accademico anche in Italia

