28.2 C
Gerusalemme
10 October 2026

[Palestina] Ulm 5, cinque nomi contro una fabbrica di sterminio

E’ a notte dell’8 settembre 2025. Cinque persone entrano nello stabilimento tedesco della Elbit Systems dopo aver forzato una vetrata....

[Global Sumud Flotilla] “Mi hanno messo due dita nei genitali”, la denuncia di stupro contro i soldati israeliani

Una denuncia per violenza sessuale scuote ancora una volta il caso della Global Sumud Flotilla. Anna Liedtke, giornalista e attivista...

[Italia] Macerie davanti al rettorato: la Federico II tra accordi NATO e complicità nel genocidio

Venerdì 15 maggio, in occasione del 78° anniversario della Nakba, studenti del collettivo Ecologia Politica Napoli hanno depositato delle macerie...

[Qatar] Israele apre l’ottavo fronte fallendo l’operazione, a Gaza prosegue il genocidio

Israele ha aperto l’ottavo fronte di guerra nel giorno stesso in cui l’Iran firmava un nuovo accordo di intesa con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), un passo che sospende temporaneamente il rapido rinnovo delle sanzioni e apre la strada a nuove trattative diplomatiche. Questo contesto rappresenta un momento cruciale nell’instabile equilibrio geopolitico mediorientale, con attori regionali e internazionali che cercano di negoziare soluzioni, mentre la tensione militare si intensifica.

Il pretesto dietro la decisione israeliana di colpire in Qatar è stato il tentativo di eliminare importanti negoziatori di Hamas, tra cui nomi di rilievo come Khaled Meshaal, Khalil al-Hayya, Zaher Jabarin, Mohammad Ismail Darwish, Mousa Abu Marzouk, Hussam Badran e Tahar Anunu.

Khaled Meshaal sopravvive ancora a Bibi
Nessuno di questi è stato ucciso nell’attacco, il che sancisce il fallimento dell’azione israeliana. In particolare, Khaled Meshaal è sfuggito ancora una volta a un attentato. La sua storia è nota e paradossale, il 25 settembre 1997 un’operazione del Mossad mirò ad assassinarlo ad Amman, in Giordania, gli agenti israeliani, sotto false identità e passaporti canadesi, utilizzarono un veleno somministrato tramite un dispositivo posto all’orecchio di Meshaal. Tuttavia, la rapida reazione delle guardie del corpo e l’intervento del re di Giordania imposero a Netanyahu di consegnare l’antidoto per salvargli la vita, evitando così una crisi diplomatica di vasta portata.

 

L’attentato in Qatar sembra più una mossa simbolica, un’azione volta a mostrare forza e determinazione di fronte agli avversari, che un’efficace operazione militare. Probabilmente serve anche a distogliere l’attenzione internazionale dalla terribile situazione a Gaza, dove nelle ultime 24 ore sono stati registrati almeno 82 morti e oltre 220 feriti a causa dei bombardamenti israeliani, che continuano a distruggere abitazioni e infrastrutture civili. Il bilancio totale dall’inizio del conflitto ha superato ormai 64.600 vittime palestinesi, tra cui centinaia di bambini, e il numero cresce giorno dopo giorno.

Parallelamente, nella città di Jenin si sono verificati gravi scontri tra forze israeliane e palestinesi, con almeno due giovani palestinesi uccisi e altri feriti nell’incursione militare. Ciò contribuisce ad alimentare la tensione e la disperazione nei territori occupati, mentre la comunità internazionale resta in gran parte incapace di porre fine all’escalation.

Di certo c’è che l’operazione israeliana in Qatar mette seriamente a rischio la vita degli ostaggi di Hamas detenuti a Gaza. È chiaro che per Netanyahu e il governo israeliano i loro destini non rappresentano una priorità; l’attenzione principale sembra essere indirizzata verso la completa distruzione di Hamas senza indugi né compromessi. La richiesta di assistenza umanitaria internazionale per gli ostaggi, sollevata più volte dal Comitato Internazionale della Croce Rossa, fatica a trovare ascolto concreto, mentre i video recentemente diffusi che mostrano condizioni disperate dei prigionieri israeliani continuano ad alimentare la crisi politica interna dello Stato ebraico.

Reazioni e frasi di circostanza
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che l’attacco contro alti negoziatori di Hamas in Qatar dimostra che il suo Paese colpirà i nemici ovunque essi si trovino. In un post su X ha scritto: “La politica di sicurezza di Israele è chiara – il lungo braccio di Israele agirà contro i suoi nemici ovunque. Non c’è luogo in cui possano nascondersi.”
Katz ha aggiunto: “Chiunque abbia partecipato al massacro del 7 ottobre sarà portato davanti alla giustizia. Chiunque si impegni in atti di terrorismo contro Israele sarà preso di mira.”

Il governo degli Stati Uniti ha visto indebolita la sua credibilità a causa della sua reazione all’attacco di uno dei suoi principali alleati, Israele, contro un altro, afferma Adam Weinstein, vicedirettore del programma Medio Oriente presso il Quincy Institute for Responsible Statecraft.

“Weinstein ha detto ad Al Jazeera che l’amministrazione Trump sta cercando di avere la botte piena e la moglie ubriaca, riferendosi alle dichiarazioni della Casa Bianca secondo cui il bombardamento del Qatar non avrebbe avanzato gli obiettivi statunitensi o israeliani, ma che eliminare Hamas era un ‘obiettivo degno’.

“Io non vedo come questo possa essere benefico per i negoziati di pace o per qualsiasi tipo di cessate il fuoco,” ha aggiunto Weinstein. “Il luogo stesso dove si stavano svolgendo questi negoziati è stato preso di mira.”

I bombardamenti israeliani hanno diminuito la credibilità degli Stati Uniti in Qatar e porteranno i Paesi del Golfo a chiedersi quali garanzie di sicurezza Washington possa realmente offrire.

Perle e Pirla
La premier italiana Giorgia Meloni ha dichiarato che il suo Paese resta contrario a “qualsiasi forma di escalation che possa aggravare ulteriormente la crisi in Medio Oriente” ed esprime “sincera solidarietà” al Qatar. Aggiunge che l’Italia continua a sostenere “tutti gli sforzi per porre fine alla guerra a Gaza”. Allo stesso tempo l’Italia vende armi a Israele, ospita tutelati i soldati autori di genocidio per periodi di “decompressione”, delega al terzo settore l’ingresso e la cura di pochi palestinesi.

Il ministero degli Esteri svizzero afferma che l’attacco israeliano a Doha rappresenta “una chiara e inaccettabile violazione della sovranità e dell’integrità territoriale del Qatar”.Il ministero degli Esteri portoghese ha condannato i raid aerei di Israele, ribadendo che “la priorità immediata è un cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi”, aggiungendo che “una soluzione a due Stati è essenziale per una pace duratura”.

Il ministro degli Esteri belga Maxime Prevot denuncia la violazione israeliana dell’integrità territoriale del Qatar, aggiungendo che non ci sarà “alcuna soluzione militare al conflitto” di Gaza e insistendo sul “pieno rispetto del diritto internazionale”.

[Gaza] La giudice che non si ferma. Il Nobel per la pace a Navi Pillay

Quando a Oslo hanno pronunciato il suo nome, Navanethem «Navi» Pillay non lo sapeva ancora. Il Comitato norvegese non era…

[Palestina]Gaza, tre anni di genocidio e la minaccia di ricominciare

Sono passati tre anni da quando, nell’ottobre del 2023, ha avuto inizio uno dei genocidi più documentati dell’età contemporanea. Un…

[Israele] 7 ottobre fregandosene delle vittime

Il terzo anniversario del 7 ottobre si è consumato, a Gerusalemme, in una cerimonia di Stato che ha detto più…