Potrebbe essere di Padre Paolo Dall’Oglio il corpo in abiti religiosi rinvenuto in una fossa comune nei pressi di Raqqa, in Siria. Tuttavia, non vi è alcuna conferma ufficiale e la famiglia, in particolare la sorella Francesca, mostra forte scetticismo. Secondo lei, si tratta dell’ennesima notizia infondata: “Mio fratello indossava abiti civili, non religiosi”, ha dichiarato. Anche il vescovo latino di Aleppo, Hanna Jallouf, e il nunzio apostolico a Damasco, cardinale Mario Zenari, confermano che non esiste alcuna prova definitiva sull’identità del corpo. I gesuiti presenti in Siria, contattati dalla Santa Sede, non hanno notizie in merito. La fossa sarebbe stata scoperta da scavatori legati alle Forze Democratiche Siriane, ma mancano elementi certi.
La Procura di Roma, intanto, ha affidato ai carabinieri del Ros nuove verifiche, mantenendo però grande cautela. In passato, nonostante numerose indagini, non sono mai emersi segnali certi che Padre Paolo fosse vivo. Per questo, la magistratura aveva già archiviato il caso, contro il volere della famiglia.
Padre Dall’Oglio, gesuita romano, scomparve il 29 luglio 2013 mentre cercava di negoziare la liberazione di alcuni ostaggi nella Siria settentrionale, allora sotto il controllo dell’ISIS. La sorella Immacolata, in un docufilm del 2020, ne ricordava l’impegno per il dialogo interreligioso e la sua eredità spirituale come figlio del Concilio Vaticano II. Oggi, a dodici anni dalla sparizione, il suo destino resta ancora avvolto nel mistero.

