28.2 C
Gerusalemme
04 November 2026

[Palestina] La bandiera più sventolata nelle lotte

Dalle tende di Madrid ai cortei studenteschi francesi, fino alle università del Belgio, la bandiera palestinese e la kefiah sono...

[Palestina] Ulm 5, cinque nomi contro una fabbrica di sterminio

E’ a notte dell’8 settembre 2025. Cinque persone entrano nello stabilimento tedesco della Elbit Systems dopo aver forzato una vetrata....

[Global Sumud Flotilla] “Mi hanno messo due dita nei genitali”, la denuncia di stupro contro i soldati israeliani

Una denuncia per violenza sessuale scuote ancora una volta il caso della Global Sumud Flotilla. Anna Liedtke, giornalista e attivista...

[Stati Uniti] L’intelligence avvertì il governo sui crimini di guerra israeliani e la pulizia etnica a Gaza

Cinque ex funzionari statunitensi hanno rivelato che durante la campagna militare israeliana a Gaza, tra il 2023 e il 2024, gli Stati Uniti avevano ricevuto informazioni sensibili: avvocati militari israeliani avevano avvertito della presenza di prove idonee a sostenere future accuse di crimini di guerra contro lo Stato di Israele. Secondo queste fonti, il materiale raccolto – basato anche su testimonianze e documenti interni dell’esercito israeliano – aveva suscitato allarme nei vertici americani e messo in discussione la narrativa ufficiale di Tel Aviv, la quale fino a quel momento aveva difeso la legalità delle proprie azioni. A rafforzare la portata della notizia era il fatto che il presidente Biden, nelle settimane finali del suo mandato, aveva visionato personalmente alcune di queste analisi. Tra i funzionari cresceva il timore che il sostegno militare e strategico degli Stati Uniti potesse implicare una responsabilità diretta nella situazione legale di Israele.

La diffusione dell’intelligence procedeva gradualmente. Nei primi mesi le informazioni rimanevano confinate ai vertici del Consiglio di Sicurezza Nazionale, poi si allargavano in vista di un briefing previsto per il Congresso. Il dibattito si concentrava non solo sulla natura delle prove ma anche sulle conseguenze giuridiche per Washington. Secondo la normativa americana un riconoscimento formale di crimini di guerra avrebbe obbligato la sospensione sia dei trasferimenti di armi sia della cooperazione dei servizi di sicurezza con Israele. Dopo valutazioni interne, tuttavia, la posizione ufficiale restava invariata, il governo statunitense sosteneva di non avere prove proprie che attestassero una volontà sistematica israeliana di colpire civili o ostacolare gli aiuti, elementi determinanti ai fini della responsabilità internazionale. Il Dipartimento di Stato pur avendo espresso dubbi negli incontri con Antony Blinken già a dicembre 2023 non modificava le relazioni con Tel Aviv. In più occasioni funzionari americani descrivevano le azioni israeliane usando esplicitamente la definizione di “pulizia etnica”, ma la questione non produceva nessuna svolta politica.

[Libano] Il salario che non basta più

La crisi dei salari in Libano non nasce con il crollo del 2019; lo ha soltanto reso evidente. Per decenni…

[Israele] Knesset, il fronte anti Netanyahu trova l’intesa per togliere la presidenza al Likud

Un accordo per sostituire Ohana. I partiti contrari a Benjamin Netanyahu avrebbero raggiunto un accordo per destituire il presidente della…

[Israele] Il governo toglie fondi agli arabi per darli all’esercito e spinge per le classi separate tra uomini e donne all’università

Il governo israeliano ha dato il via libera a uno stanziamento di 1,03 miliardi di shekel, circa 310 milioni di…