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Gerusalemme
14 October 2026

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Mamdani valuta l’arresto di Netanyahu a New York, il sindaco lo definisce «criminale di guerra»

Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, in un’intervista al podcast del New York Times, ha ribadito che il primo ministro israeliano Netanyahu «appartiene all’Aja»; un riferimento diretto al mandato di cattura emesso nel novembre 2024 dalla Corte penale internazionale per presunti crimini di guerra commessi a Gaza, tra cui l’uso della fame come arma bellica, omicidi e persecuzioni. Il sindaco ha spiegato di essere in un confronto attivo con l’ufficio legale della città per stabilire se la polizia newyorchese abbia effettivamente l’autorità per trattenere un capo di stato straniero; ha però precisato che non intende forzare la mano scrivendo leggi ad hoc pur di raggiungere l’obiettivo, attenendosi a quanto la legge già consente.

Washington protegge Netanyahu, ma nel partito democratico cresce il dissenso
Gli Stati Uniti non riconoscono la giurisdizione della Corte penale internazionale e, già nel febbraio 2025, l’amministrazione Trump aveva imposto sanzioni contro l’organismo, sostenendo che non avesse alcuna autorità su Washington o su Israele; il segretario di stato Marco Rubio ha promesso di volerlo smantellare, descrivendolo come uno strumento ostile al proprio paese. Netanyahu, impegnato in una difficile campagna per la rielezione, ha respinto le minacce del sindaco, accostandolo agli ambienti del terrore; l’ambasciatore israeliano all’Onu ha inoltre accusato Mamdani di non contrastare a sufficienza l’antisemitismo nella propria città. Sullo sfondo resta un mutamento più ampio all’interno del partito democratico, di cui la posizione del sindaco è solo un sintomo: quasi la metà dei deputati democratici alla camera ha votato, pur senza successo, per tagliare 3,3 miliardi di dollari di aiuti militari a Israele; un segnale di sostegno sempre meno incondizionato, mentre la guerra a Gaza continua a essere descritta da Mamdani come uno dei fallimenti più gravi della politica estera americana verso la Palestina.

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