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Gerusalemme
18 August 2026

[Global Sumud Flotilla] “Mi hanno messo due dita nei genitali”, la denuncia di stupro contro i soldati israeliani

Una denuncia per violenza sessuale scuote ancora una volta il caso della Global Sumud Flotilla. Anna Liedtke, giornalista e attivista...

[Italia] Macerie davanti al rettorato: la Federico II tra accordi NATO e complicità nel genocidio

Venerdì 15 maggio, in occasione del 78° anniversario della Nakba, studenti del collettivo Ecologia Politica Napoli hanno depositato delle macerie...

[Regno Unito] Il boia e il socio, come Londra finanzia con il commercio la pena di morte contro i palestinesi

Undici tra le principali organizzazioni umanitarie e per i diritti umani del Regno Unito,  tra cui Human Rights Watch, Oxfam,...

[Iran] 230 morti tra banchi di scuola, bambini nel mirino della guerra”

Dal 28 febbraio 2026, gli attacchi statunitensi e israeliani sull’Iran stanno lasciando un segno indelebile sul sistema educativo del paese. Secondo il Ministero dell’Istruzione iraniano almeno 230 tra studenti e insegnanti hanno perso la vita, mentre oltre 600 scuole e siti culturali risultano danneggiati. Più di 177 persone sono rimaste ferite. Numeri che raccontano non solo una guerra militare, ma un attacco sistematico al futuro di una generazione.

Minab: il giorno più buio
L’episodio più devastante rimane il bombardamento della scuola elementare femminile Shajarat al-Tayyiba nella città di Minab, avvenuto il primo giorno del conflitto. Nell’attacco sono morte 168 bambine tra i sette e i dodici anni. Israele e Stati Uniti hanno inizialmente negato ogni responsabilità, ma un’inchiesta del New York Times, citando fonti anonime governative americane, ha attribuito l’attacco agli Stati Uniti. L’UNESCO ha condannato fermamente l’episodio, ricordando che gli istituti scolastici godono di protezione esplicita ai sensi del diritto internazionale umanitario.

Una generazione disconnessa
Di fronte all’escalation, le autorità iraniane hanno sospeso le lezioni in presenza su tutto il territorio nazionale, ordinando il passaggio alla didattica a distanza. Ma la transizione si sta rivelando drammaticamente difficile: interruzioni di corrente e connessioni instabili hanno ridotto l’efficienza della rete fino al 98% in meno rispetto alla norma. I bambini rappresentano circa il 30% del totale delle vittime del conflitto. Una cifra che impone una domanda urgente alla comunità internazionale: fino a quando il diritto all’istruzione — e alla vita — potrà essere ignorato in nome della geopolitica?

[Gaza] Dai blocchi gialli alle trincee, la nuova frontiera che nessuno ha firmato

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[Medio Oriente] L’escalation si allarga; Iran, Iraq, Egitto e Arabia Saudita nella spirale del conflitto

Il conflitto in Medio Oriente si allarga e l’Iran resta al centro della nuova escalation. Nella notte tra mercoledì e…

[Palestina – Israele] Quando uno Stato binazionale sembra possibile

La notizia di un gruppo di volontari ebrei, musulmani e cristiani accorsi a ripulire e ridipingere la moschea di At-Tuwani,…