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20 January 2026

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[Israele] La Germania revoca il divieto di vendere armi all’Idf e torna ad essere complice diretto del genocidio di palestinesi

Il 17 novembre 2025 il governo tedesco ha annunciato la revoca delle restrizioni sulle esportazioni di armamenti verso Israele, precedentemente imposte ad agosto dal cancelliere Friedrich Merz. La decisione, che entrerà in vigore il 24 novembre ha suscitato una ondata di sdegno soprattutto sulla stampa locale. Ad agosto 2025 Merz aveva imposto un embargo parziale sulle forniture di armi che potessero essere utilizzate nella Striscia di Gaza in risposta alla decisione del governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu di intensificare l’offensiva militare e occupare Gaza City. Questa fu la prima volta che la Germania ha imposto sanzioni concrete a Israele per la sua condotta nel conflitto. La decisione attuale viene giustificata dal portavoce del governo Stefan Kornelius con la stabilizzazione del cessate il fuoco in vigore dal 10 ottobre.​

Le critiche della stampa progressista
Il quotidiano di sinistra Taz (die Tageszeitung) ha pubblicato uno dei commenti più duri con il titolo eloquente “Deutschland zündelt wieder mit” (“La Germania gioca di nuovo con il fuoco”). In un editoriale era possibile leggere “è segno di una incredibile miopia utilizzare il cessate il fuoco come pretesto per tornare a consegnare trasmissioni per carri armati tedeschi a Israele“.​ L’articolo sottolinea l’incoerenza della logica governativa: “come dovremmo interpretare questa giustificazione? Che è di nuovo tempo di riempire la polveriera nella regione?“. Il giornale evidenzia che manca completamente una prospettiva sostenibile per una pace duratura, il cessate il fuoco rimane fragile e le accuse di crimini di guerra e genocidio vengono sistematicamente ignorate in Israele.​ Taz critica inoltre il fatto che Merz stia rinunciando a “questo piccolo – seppur limitato – strumento di pressione” proprio quando sarebbe più necessario. Il quotidiano solleva interrogativi fondamentali: “cosa spinge il governo federale in questa situazione a decidere di fornire nuovamente armi? Il benessere dell’industria degli armamenti?“.​

La Süddeutsche Zeitung ha riflettuto ampiamente sulla decisione evidenziando le tensioni che l’embargo parziale aveva creato nelle relazioni tedesco-israeliane. Il quotidiano ha sottolineato che la decisione di agosto aveva provocato “massicce irritazioni” all’interno dell’Unione dato che Merz l’aveva concordata con il vicecancelliere Lars Klingbeil (Spd) ma non con la Csu e la leadership del gruppo parlamentare.​ ​

Le preoccupazioni giuridiche
Mutschler, esperto di armamenti del Bonn International Centre for Conflict Studies (Bicc), ha criticato aspramente la decisione in un’intervista alla taz. “Sarebbe importante un accordo di pace sostenibile e un credibile cambio di strategia da parte dell’esercito israeliano“, ha dichiarato Mutschler, aggiungendo che numerosi giuristi vedono ormai segni di genocidio a Gaza: “Non si può semplicemente tornare al business as usual“. L’articolo di Taz.​

Mutschler ha criticato la valutazione del rischio del governo federale come troppo “a breve termine“: “il fatto che attualmente non si combatta più non ci dà alcuna indicazione che la dottrina militare di Israele sia cambiata“.​

Il European Center for Constitutional and Human Rights (ECCHR) ha pubblicato un duro comunicato stampa evidenziando che la decisione arriva solo cinque giorni dopo che il Tribunale amministrativo di Berlino aveva respinto una causa di palestinesi contro le esportazioni di armi tedesche, proprio sulla base del fatto che l’embargo parziale era in vigore. L’organizzazione sottolinea che “la situazione legale è chiara: la Germania non può autorizzare esportazioni di armi se esiste un rischio considerevole che queste armi contribuiscano a violazioni del diritto umanitario internazionale“.​
Il centro documenta che, nonostante il cosiddetto cessate il fuoco dal 10 ottobre 2025, i querelanti rimangono in pericolo di vita: “Almeno 200 volte è stato violato il cessate il fuoco e oltre 240 persone sono state uccise e almeno 620 ferite“.​

L’industria degli armamenti
L’Handelsblatt, il principale quotidiano economico tedesco, aveva riportato ad agosto che tra il 1° gennaio e l’8 agosto 2025 erano state rilasciate autorizzazioni all’esportazione per oltre 250 milioni di euro. Dal 7 ottobre 2023 al 13 maggio 2025, la Germania aveva approvato esportazioni di armamenti verso Israele per un valore di almeno 485 milioni di euro.

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