Israele ha deciso di aumentare significativamente il bilancio della difesa per i prossimi anni, destinando 12,5 miliardi di dollari extra alle spese militari per il 2025 e 2026. Questo incremento, necessario per rispondere a una situazione di sicurezza nazionale sempre più instabile, mira a coprire i costi di conflitti in corso come la guerra a Gaza e la crescente tensione con Iran, Siria e Yemen. Il budget totale per la difesa raggiungerà così quota 45,2 miliardi di dollari nel 2025, in leggero calo rispetto all’anno record del 2024, che ha visto un aumento senza precedenti pari al 65% rispetto al 2023, a seguito del grande conflitto a Gaza. Queste somme serviranno principalmente per potenziare le scorte di armamenti e sviluppare nuove tecnologie militari.
Parallelamente, sono in corso importanti accordi industriali per la produzione di sistemi di difesa avanzati, come gli intercettori Arrow e nuove armi leggere per le truppe di terra. Sullo sfondo di queste scelte c’è anche l’impegno diplomatico del ministro della Difesa Katz negli Stati Uniti, dove le principali questioni trattate includono la minaccia iraniana, il coordinamento regionale e la sicurezza della navigazione nel Mar Rosso.
Ma la corsa agli armamenti ha pesanti ripercussioni sull’economia del paese: il deficit pubblico e il rapporto debito/PIL sono cresciuti, la crescita economica langue all’1% ed è previsto un peggioramento delle prospettive finanziarie secondo Moody’s, che ha abbassato il rating sovrano di Israele a causa delle pressioni fiscali prodotte dalla guerra continua. Israele, che è tra i principali paesi al mondo per spesa nel settore della difesa, dovrà quindi confrontarsi nei prossimi anni con sfide sia sul piano della sicurezza, sia su quello della sostenibilità economica

