Lo sciopero generale indetto dall’USB per il 22 settembre 2025 ha coinvolto diverse categorie di lavoratori pubblici e privati in solidarietà con Gaza e a sostegno della Global Sumud Flotilla. Trasporti
Nel settore dei trasporti si registrano le adesioni più significative, anche se con forti variazioni territoriali. USB Puglia dichiara un’adesione del 70% tra il personale di STP Bari, Lecce, Brindisi e Ferrovie Appulo-lucane. Tuttavia, i dati storici mostrano performance molto variabili dell’USB nei trasporti: mentre a Bergamo nel precedente sciopero del 20 giugno 2025 si era registrato un 52,39% di adesione, in Campania l’EAV aveva registrato solo il 4,9%. A Milano sono rimaste aperte 4 linee metropolitane su 5, con solo la M4 chiusa, mentre a Messina l’ATM evidenzia che “la percentuale di adesione a precedenti scioperi indetti dalle stesse sigle sindacali è pari allo 0%“.
Nel settore scolastico USB rivendica risultati significativi, dichiarando che “il dato delle scuole chiuse supera il 50% a livello nazionale” con “punte del 70%-80% a Milano, Torino, Firenze, Roma, Palermo, Catania e Genova”. Luigi del Prete dell’esecutivo nazionale USB scuola ha affermato di non vedere “da anni una partecipazione così consistente del mondo della scuola ad uno sciopero”. USB Puglia stima un’adesione del 40% circa per il personale della scuola pugliese. Esempi specifici includono la secondaria di primo grado del comprensivo “Giuliana Saladino” di Palermo, dove nessun insegnante è entrato in classe e le lezioni sono state sospese.
Nel settore sanitario i dati suggeriscono adesioni più contenute. USB Puglia dichiara un’adesione del 40% per il personale sanitario pugliese, ma storicamente USB ha registrato performance modeste in questo comparto. I dati del Dipartimento della Funzione Pubblica per precedenti scioperi sanitari mostrano solitamente adesioni molto basse, spesso intorno all’1-3%. Gli ospedali hanno comunque garantito tutti i servizi essenziali e d’urgenza durante lo sciopero.
USB rivendica 500.000 manifestanti in piazza in 65 città, con cortei particolarmente partecipati a Roma (stimati 50.000 partecipanti secondo USB) 40.000 a Napoli e presenze significative Milano, Torino, Bologna dove una enorme bandiera palestinese è stata calata da palazzo D’Accursio e altre città.

Per quanto indetto da Usb notevole la partecipazione di esponenti della Cgil e di persone non sindacalizzate
Francesco Staccioli, membro del direttivo nazionale USB, è stato il portavoce più attivo durante la giornata di mobilitazione. Durante il presidio al varco portuale di San Benigno a Genova, ha dichiarato che “oggi 500.000 persone sono scese in piazza in 65 città italiane”. Secondo Staccioli: “sono stati bloccati tutti i principali porti d’Italia, il 90% del trasporto pubblico si è fermato e il 50% delle ferrovie, si sono chiuse scuole e università”.
Il dirigente USB ha lanciato un messaggio particolarmente forte sulla continuazione della lotta: “Noi siamo pronti a bloccare – questo è solo l’inizio. Se bloccheranno la flottiglia, siamo pronti di nuovo a bloccare tutto”. Ha inoltre proposto un embargo commerciale nei confronti di Israele, sia in entrata che in uscita, ipotizzando anche “la possibilità di uno sciopero permanente lungo queste direttrici commerciali”.
Staccioli ha anche rivolto un appello diretto alla CGIL, “invitandola a non limitarsi a prese di posizione generiche ma a proclamare uno sciopero vero e proprio contro le navi che trasportano armamenti”.
Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, aveva preparato il terreno per lo sciopero USB del 22 settembre con le sue dichiarazioni durante la mobilitazione CGIL del 19 settembre. A Catania, Landini aveva definito “di una gravità senza precedenti” l’azione militare israeliana, dichiarando che “il massacro, la deportazione del popolo palestinese va fermato”. Il leader della CGIL aveva lanciato un ultimatum politico al governo: “I governi sospendano ogni accordo, anche commerciale, con Israele finché non ferma il massacro”. Landini aveva poi precisato la posizione italiana: “Di fronte a quello che sta succedendo a Gaza devi decidere dove stai. Se non dici al governo israeliano che si deve fermare e le armi non gliele mandi più, ma invece gliele continuano a mandare, e non sospendi qualsiasi rapporto commerciale, in realtà diventi complice di quello che sta avvenendo”.
Luigi Del Prete dell’esecutivo nazionale USB scuola ha espresso particolare soddisfazione per la partecipazione del settore educativo: “Non vedo da anni una partecipazione così consistente del mondo della scuola a uno sciopero”. Del Prete ha sottolineato come la mobilitazione scolastica sia stata caratterizzata da una forte motivazione etica e pacifista. La dichiarazione di USB Scuola, rappresentata da Del Prete, aveva chiarito le motivazioni della partecipazione: “La scuola pubblica deve educare alla pace, alla giustizia, alla solidarietà tra i popoli, non all’indifferenza e alla normalizzazione dell’orrore”.
Tafferugli a Milano e lacrimogeni sulla tagenziale a Bologna
Qualche scontro sciopero generale per Gaza si è verificato alla Stazione Centrale di Milano. Un corteo pacifico partito da Piazzale Cadorna alle 13:00 ha visto esplodere violenze intorno alle 14:00, quando un gruppo di giovaniha tentato di entrare nella stazione. Sono seguiti oltre due ore di lancio di oggetti, bottiglie, fumogeni e cariche di polizia con manganellate e lacrimogeni.La polizia ha sgomberato i manifestanti intorno alle 15:00, spingendoli in piazza Duca d’Aosta e via Vittor Pisani, dove sono state costruite barricate improvvisate con bidoni della spazzatura e biciclette. Il bilancio finale conta 12 feriti lievi e qualche danno alla stazione.
Giorgia Meloni ha condannato duramente definendo “indegne le immagini” e ha espresso vicinanza alle forze dell’ordine, chiedendo parole chiare di condanna dagli organizzatori.
Ignazio La Russa ha parlato di “delinquenti che danno vita a guerriglie urbane”, esprimendo solidarietà alle forze dell’ordine e a Meloni.
Giuseppe Sala ha condannato il vandalismo senza giustificazioni, ma ha riconosciuto la legittimità delle manifestazioni pacifiche per Gaza.
Antonio Tajani ha considerato i comportamenti “gravi” e dannosi, condannando però la violenza.
Matteo Salvini ha attaccato i “pacifisti di sinistra” dietro le violenze infine, Francesca Albanese (ONU) ha invitato alla calma sostenendo la mobilitazione.
Francamente rispetto la complicità del governo Meloni con il genocidio in corso cotanto predicozio lascia il tempo che trova.


