28.2 C
Gerusalemme
18 August 2026

[Global Sumud Flotilla] “Mi hanno messo due dita nei genitali”, la denuncia di stupro contro i soldati israeliani

Una denuncia per violenza sessuale scuote ancora una volta il caso della Global Sumud Flotilla. Anna Liedtke, giornalista e attivista...

[Italia] Macerie davanti al rettorato: la Federico II tra accordi NATO e complicità nel genocidio

Venerdì 15 maggio, in occasione del 78° anniversario della Nakba, studenti del collettivo Ecologia Politica Napoli hanno depositato delle macerie...

[Regno Unito] Il boia e il socio, come Londra finanzia con il commercio la pena di morte contro i palestinesi

Undici tra le principali organizzazioni umanitarie e per i diritti umani del Regno Unito,  tra cui Human Rights Watch, Oxfam,...

[Stati Uniti] L’intelligence avvertì il governo sui crimini di guerra israeliani e la pulizia etnica a Gaza

Cinque ex funzionari statunitensi hanno rivelato che durante la campagna militare israeliana a Gaza, tra il 2023 e il 2024, gli Stati Uniti avevano ricevuto informazioni sensibili: avvocati militari israeliani avevano avvertito della presenza di prove idonee a sostenere future accuse di crimini di guerra contro lo Stato di Israele. Secondo queste fonti, il materiale raccolto – basato anche su testimonianze e documenti interni dell’esercito israeliano – aveva suscitato allarme nei vertici americani e messo in discussione la narrativa ufficiale di Tel Aviv, la quale fino a quel momento aveva difeso la legalità delle proprie azioni. A rafforzare la portata della notizia era il fatto che il presidente Biden, nelle settimane finali del suo mandato, aveva visionato personalmente alcune di queste analisi. Tra i funzionari cresceva il timore che il sostegno militare e strategico degli Stati Uniti potesse implicare una responsabilità diretta nella situazione legale di Israele.

La diffusione dell’intelligence procedeva gradualmente. Nei primi mesi le informazioni rimanevano confinate ai vertici del Consiglio di Sicurezza Nazionale, poi si allargavano in vista di un briefing previsto per il Congresso. Il dibattito si concentrava non solo sulla natura delle prove ma anche sulle conseguenze giuridiche per Washington. Secondo la normativa americana un riconoscimento formale di crimini di guerra avrebbe obbligato la sospensione sia dei trasferimenti di armi sia della cooperazione dei servizi di sicurezza con Israele. Dopo valutazioni interne, tuttavia, la posizione ufficiale restava invariata, il governo statunitense sosteneva di non avere prove proprie che attestassero una volontà sistematica israeliana di colpire civili o ostacolare gli aiuti, elementi determinanti ai fini della responsabilità internazionale. Il Dipartimento di Stato pur avendo espresso dubbi negli incontri con Antony Blinken già a dicembre 2023 non modificava le relazioni con Tel Aviv. In più occasioni funzionari americani descrivevano le azioni israeliane usando esplicitamente la definizione di “pulizia etnica”, ma la questione non produceva nessuna svolta politica.

Mamdani valuta l’arresto di Netanyahu a New York, il sindaco lo definisce «criminale di guerra»

Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, in un’intervista al podcast del New York Times, ha ribadito che il primo…

[Israele] Tregua imposta dagli Usa, Tel Aviv elabora il ridimensionamento delle aspettative

La recente guerra contro l’Iran ha fatto emergere con forza un senso profondo di vulnerabilità in Israele, smentendo l’immagine di…

[Turchia] “La nostra sicurezza inizia da Beirut”, Erdogan riscopre i confini ottamani

Le parole di Erdoğan risuonano come un campanello d’allarme: Israele non è più soltanto una minaccia per i palestinesi o…