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11 July 2026

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[Turchia] Disarmo e speranza in Kurdistan: Le Madri dei Martiri sostengono il processo di pace

A Şikefta Casenê, nel Kurdistan meridionale (nord dell’Iraq), l’11 luglio si è tenuta una cerimonia di disarmo di grande rilevanza storica. Su invito di Abdullah Öcalan, il PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) e il Gruppo per la Pace e la Società Democratica hanno simbolicamente bruciato le armi, segnando un importante passo verso la pace. Numerosi partecipanti – politici, rappresentanti della società civile, intellettuali, scrittori e soprattutto i familiari dei caduti – hanno manifestato il proprio sostegno a questa iniziativa. Tra loro c’era anche Kudret Eryılmaz, conosciuta come Madre per la Pace, che ha perso due figli nella lunga lotta per il Kurdistan.

In un’intervista rilasciata all’agenzia ANF, Eryılmaz ha manifestato le forti emozioni provate nell’ascoltare, dopo 26 anni, la voce di Öcalan: “È stato davvero un momento storico che ha suscitato in tutti noi grande emozione e speranza.” Secondo Eryılmaz, il leader curdo e il Movimento per la Libertà del Kurdistan hanno adempiuto alle loro responsabilità, compiendo tre passi cruciali per avviare un processo di pace concreto. Ora, sostiene, è indispensabile che anche lo Stato turco faccia la propria parte, senza ulteriori indugi.

Durante la cerimonia, Eryılmaz ha descritto il profondo impatto emotivo di vedere i guerriglieri deporre le armi. Insieme ad altre madri che, come lei, hanno perso i propri figli nel conflitto, ha vissuto sentimenti contrastanti di dolore e sollievo. Le armi bruciate rappresentavano un’eredità pesante e dolorosa, ma la scelta di rinunciarvi – nata dall’appello di Öcalan – è stata accolta come un gesto necessario per il bene collettivo.

Eryılmaz ha poi sottolineato l’importanza delle prossime mosse del governo turco: “Anche dopo secoli di conflitto, crediamo che la pace sia l’esito inevitabile. La mano tesa di Öcalan non deve restare ignorata. È un’opportunità storica.” Ha invitato le autorità a porre fine allo spargimento di sangue e ha lanciato un appello alle madri di soldati e poliziotti affinché si uniscano in un fronte comune per la pace. “Noi madri abbiamo sofferto più di tutti, ed è proprio per questo che desideriamo la fine della guerra – per noi stesse e per le generazioni future.”

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