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04 November 2026

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[Medio Oriente] Tutta la regione sotto le bombe: Usa e Israele attaccano l’Iran, Teheran colpisce le basi americane in tutto il Golfo

Forti esplosioni sono state udite sabato mattina nel cuore di Teheran. Secondo quanto riportato dall’agenzia iraniana Fars News, diversi missili hanno colpito la zona di University Street e il distretto di Jomhouri, nel centro della capitale. Colonne di fumo denso si sono alzate visibili su ampie zone della città.

L’attacco è stato rivendicato da Israele: il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato di

aver lanciato un’operazione “preventiva” contro l’Iran per “eliminare le minacce allo Stato di Israele”. In seguito all’operazione, Katz ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale e invitato i cittadini israeliani a seguire le istruzioni del Coando del Fronte Interno.

Le esplosioni giungono in un momento di tensione estrema tra Iran, Israele e Stati Uniti, legata al programma nucleare e missilistico di Teheran. Al Jazeera riferisce di esplosioni nel centro città mentre i media iraniani non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali. Si attende una risposta di Teheran, con possibili contrattacchi missilistici contro Israele.

Attacco congiunto Israele-USA

L’attacco odierno a Teheran è confermato come un’operazione congiunta israeliana e statunitense. Secondo l’Associated Press, citata da più media, “gli Stati Uniti stanno partecipando” all’operazione, sebbene l’entità del loro coinvolgimento non sia stata immediatamente chiarita, secondo un funzionario americano che ha parlato in condizione di anonimato. Il New York Times ha riportato separatamente che “attacchi militari americani sull’Iran sono in corso”.

Khamenei nel mirino

Il primo missile ha colpito proprio il distretto dove risiede normalmente il Leader Supremo Ali Khamenei, che ospita anche il palazzo presidenziale e il Consiglio Nazionale di Sicurezza. Non è chiaro se l’86enne Khamenei si trovasse nel suo ufficio al momento dell’attacco. Secondo le fonti, Khamenei non si vede pubblicamente da giorni, mentre crescevano le tensioni con Washington.

 

L’Iran colpisce le basi USA in tutto il Golfo

Mentre le esplosioni continuavano a scuotere le città iraniane — da Urmia, a ovest, fino alle principali metropoli — Teheran ha scatenato la propria risposta con un’ondata di missili e droni in tutta la regione del Golfo. Le Guardie della Rivoluzione (IRGC) hanno confermato il lancio della “prima ondata di attacchi estesi verso i territori occupati”, prendendo di mira contemporaneamente quattro basi militari USA: Al-Udeid in Qatar, Al-Salem in Kuwait, Al-Dhafra negli Emirati e la sede della 5ª Flotta della Marina americana a Manama, in Bahrain, dove si è levata una colonna di fumo dal quartiere di Juffair.

 

l’attacco iraniano alla base statunitense di Al Dhafra ad Abu Dhabi, Emirati Aravi Uniti

Le esplosioni si sono moltiplicate a cascata: Abu Dhabi e Dubai colpite due volte, sirene d’allarme in Kuwait, deflagrazioni udite a Doha e persino a Riyad, in Arabia Saudita. Il Qatar ha dichiarato di aver intercettato tutti i missili con il sistema Patriot, invitando i residenti a restare in casa lontano dalle basi militari. Qatar, Kuwait, Emirati e Iraq hanno chiuso il proprio spazio aereo, mentre decine di voli internazionali — da Lufthansa a Wizz Air — sono stati sospesi fino al 7 marzo.

Gli interessi americani e israeliani in Medio Oriente sono obiettivi legittimi

Sul fronte diplomatico, un alto funzionario iraniano ha dichiarato ad Al Jazeera che “tutti gli asset e gli interessi americani e israeliani in Medio Oriente sono diventati obiettivi legittimi”, aggiungendo che non esistono più linee rosse. Il ministero degli Esteri di Teheran ha citato l’Articolo 51 della Carta ONU sul diritto all’autodifesa, definendo l’attacco congiunto USA-Israele una “palese violazione del diritto internazionale”. L’Iran è intanto piombato in un blackout internet quasi totale: secondo l’osservatorio NetBlocks, la connettività nazionale è crollata al 4%.

 

Teheran:

 

 

Manama:

 

 

 

 

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